08/12/2008
Traforo
26 Nov 2008
Ciao, mi chiamo Massimiliano,
non sò se sono capitato nel posto giusto all'interno del tuo blog per poter fare questa domanda.
Dico questo perchè a chiunque mi sono rivolto, mi ha sempre detto, no/non lo so/ ecc.ecc.
quasi un non voler condivedere la stessa passione per la ceramica, per paura chissà di rubare segreti, trucchi ecc.
La mia domanda è questa, spero in una tua risposta:
perchè ogni volta che provo a far un traforo, ad asciugatura del pezzo, mi ritrovo sempre lesioni?
Sbaglio attrezzo? (Uso la punta metallica quella della colorobbia).
Io non faccio corsi per motivi economici, quindi faccio tutto da me, leggendo, chiedendo, forum e cosi'via.
Grazie per avermi letto.
Buona giornata e buon tutto.
Massimiliano.
Ciao Massimiliano,
credo che lo strumento che usi sia abbastanza adatto,
ovviamente sperando che il taglio dell'attrezzo sia ben affilato, ma non credo sia questo il problema.
Le cause, possono essere varie e provo ad ipotizzare, non avendo visto ne i trafori, ne l'attrezzo che usi, ma immaginando.
- L'attrezzo come da te anticipato, potrebbe non essere adatto, attenzione, non adatto relativamente al tipo di traforo che fai! Ce ne sono alcuni adatti solo per i fori, altri solo per tagliare e via dicendo... anche se ho visto molti tornianti effettuare dei trafori con un semplice coltello da cucina appositamente modificato.
- Il pezzo che ti accingi a traforare, è troppo fresco, prendiamo ad esempio un lampadario: dopo averne tirato la forma, si dovrebbe attendere almeno un giorno per cominciare a traforarlo.
- Potrebbero i trafori che effettui essere troppi come numero rispetto alla grandezza del pezzo, oppure troppo grandi.. facendo sì che la parte di biscotto rimanente, non riesca (come delle colonne) a reggere il peso della struttura sovrastante... creando delle crepe
- La causa, potrebbe anche essere la eccessiva velocità di essiccazzione dell'argilla dopo averla traforata. Anche non traforato, un oggetto d'argilla, ha bisogno di una atmosfra di essiccazione stabile, non troppo umida, non troppo calda, un posto dove non ci siano correnti d'aria.. sia calde che fredde; a maggior ragione quindi, un pezzo traforato, quindi "indebolito" nella struttura è ancora più sensibile a certe variazioni ambientali.
Per ora, mi spiace, ma non mi sovvengono altre cause.. se però m'invii una foto del "danno", posso mostrarla al mio torniante di fiducia, che sicuramente potrà fornirci cause più certe.
Ti lascio, nella speranza di esserti stato un pò d'aiuto e con la certezza di non averti detto nè "no" nè "non lo sò".
A rileggerti, buona giornata e buon tutto anche a te.
Espressioniceramiche.myblog.it
Grazie 1000 per avermi letto e risposto....
forse ho fatto troppi trafori x la grandezza del pezzo!!
Mi dispiace ma non ho foto del lavoro che ho fatto, nel caso in cui dovesse ricapitarmi senz'altro lo faro'!
Grazie ancora, ti auguro una buona serata, con la speranza di rileggerti presto anche solo per scambiarci consigli o semplicemente per salutarci.
Buona serata e......buon tutto!!!!
Massimiliano.
17:31
Scritto da: ceramilandia
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20/07/2008
Alessia - Maschera di Argilla
22 - 04 - 2008
Ciao, forse puoi aiutarmi... ho fatto una maschera di argilla e vorrei sapere cosa mi serve per darle un effetto tipo porcellana. Devo comprare uno smalto per ricoprirla? Devo prima cuocerla e poi applicare questo smalto e ricuocerla? E se poi voglio anche colorare la porcellana? Non ho proprio idea di come fare, sapresti suggerirmi materiali e prodotti da comprare?!?
Grazie, Alessia.
I suggerimenti da darti sono semplici, (anche perche sai già cosa fare) ciò nonostante non è facile, SENZA le attrezzature adatte, portare a compimento, i tuoi propositi.
Per la tua maschera: 1 - Devi cuocerla una prima volta (dopo averla fatta essiccare per bene, a seconda della grandezza,
ma almeno 20gg. durezza cuoio, di colore verdognolo, se usi argilla standard). Per cuocerla, hai ovviamente bisogno di un forno per ceramica o porcellana (almeno 980°), sorridendo, ti consiglio di non comprarlo, ma di rivolgerti a qualche artigiano, che già lo possiede e che gentilmente si presta a cuocertela.(non di rado, dietro compenso).
2 - A cottura avvenuta,la tua maschera, sarà di colore rosso-giallastro (sempre se usi argilla standard), ora attende solo di esser smaltata. In commercio, esistono smalti per ceramica, già pronti per esser applicati (te li consiglio, per la loro praticità, e il non obbligo a comprarne una grossa quantità), propongo, la linea Hobby di Colorobbia, acquistabile nei negozi di hobbistica.Per un effetto porcellanato, userei un bianco molto lucido (HC0147
Arctic White), chiedendo magari maggiori delucidazioni al venditore (nell link che oggiunto, c'è anche una scheda tecnica "smalti pronti Hobby Colorobbia.pdf ", che spiega molto bene, come usarli.
3 - Una volta ricoperta di bianco, stà a te decidere se decorarla sovrapponendovi dei colori, a tuo gusto e piacere. Per i colori, data la poca quantità che ti serve per decorare la maschera, non ti consiglio di comprarli, ma (se possibile) di usare quelli del "gentile" artigiano sopra menzionato. Una volta terminata la decorazione, non ti resta che re infornarla (intorno ai 960°) facendo attenzione, a non toccarla o farla toccare dove hai applicato i colori e lo smalto, prendendola solo con la punta delle dita, nelle zone della maschera più nascoste.
- Qualche piccolo, ulteriore consiglio: non ripassare più e più volte col colore sullo smalto, perchè potresti scioglierlo facendolo diventare "scarso" (poco coprente). Attenta alle impronte, spesso se non si ha molta pratica, sopratutto su smalti bianchi, possono rimanere tracce di colore poco visibili che dopo la cottura, si manifestano in tutta la loro visibilità, rendendo vano il lavoro...
Spero di esserti stato di aiuto, e di rileggerti tra queste pagine.
Diso.
19:20
Scritto da: ceramilandia
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28/10/2007
- Senza Parole -
Come indicato nel titolo,
- senza parole -
mi limito semplicemente ad inserire il link a 2 post d'un blog che leggo spesso,
per il resto fate voi...
Natvity, questo era il nome del cane morto in nome dell'arte.
Natvity, questo era il nome del cane morto in nome dell'arte2.
16:35
Scritto da: ceramilandia
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07/10/2007
Termini Ceramici
Alcuni Termini Tecnici della Ceramica.
- Argilla: materiale naturale formato dalla decomposizione delle rocce.
- Aspersione: azione dello smaltare, versando sull' oggetto lo smalto stesso.
- Barbottina: argilla resa cremosa mischiandola con l'acqua. Utilizzata come collante (legare) tra pezzi d'argilla. (es.: tazzina e manico).
- Biscotto: si chiama così qualsiasi oggetto realizzato in argilla, dopo aver subito la prima cottura. A seconda del tipo, le argille cuociono in media a temperature comprese tra i 900 °C e i 1050 °C.
- Bolla d'aria: spazio vuoto che si crea quando l'argilla non è stata impastata correttamente o quando i vari pezzi d'argilla non sono stati "incollati" correttamente. Questa è una delle cause più frequenti di rottura in cottura.
- Colombino: rotolino d'argilla. Da cui la tecnica.
- Craquelè: effetto nello smalto, simile ad una ragnatela o ad una frantumazione della copertura dell'oggetto.
- Cristallina o Vetrina: smalto incolore, ha la particolarità di far trasparire le venature e la tonalità del biscotto.
- Crudo: argilla asciutta o smalto non ancora cotto.
- Durezza cuoio: stato di essiccamento in cui l'argilla non è più plasmabile ma non ancora pronta per la cottura. In questa fase è adatta però per essere incisa e per incollarvi altri pezzi.
- Grès: impasto vetrificante, costituito da argille naturali o da più argille mischiate fra loro con materie prime come la silice e il feldspato, viene cotto ad alta temperatura, tra 1200 e 1300 °C e resrstente alle variazioni di temperatura.
- Ingobbio: argilla cremosa di colore naturale o colorata con ossidi metallici. Si applica sulla superficie dell'oggetto allo stato di durezza cuoio per modificare il colore dell'argilla sottostante.
- Imbarcamento: inconveniente causato da un essiccamento troppo veloce oppure nel caso in cui un oggetto è stato posto ad essiccare vicino ad una fonte di calore o in mezzo ad una corrente d'aria.
- Impastare: lavorare l'argilla per renderla uniforme e senza bolle d'aria.Operazione necessaria se si vogliono recuperare scarti d'argilla.
- Lustri: sali metallici su smalto cotto e cotti a terzo fuoco intorno ai 700 °C.
- Lucido: biscotto ricoperto di smalto e cotto pronto per la vendita o l'utilizzo.
- Maiolica: biscotto ricoperto di smalto a base di stagno sul quale viene realizzato un disegno e cotto una seconda volta.
- Muffola: camera del forno in mattoni refrattari, che protegge gli oggetti dal contatto diretto col fuoco.
- Piedino: base o sostegno di un oggetto di ceramica, utilissimo per facilitare la pulitura dell'oggetto ed impedirne la fusione sul piano d'appoggio nel forno, durante la cottura.
- Plasticità: stato in cui l'argilla è plasmabile.Il grado di plasticità varia da impasto ad impasto.
- Pupatella: fazzoletto pieno di polvere di carbone utilizzato nella tecnica dello spolvero.
- Raku: tecnica orientale di fare ceramica... a questa dedicherò un intero post più avanti.
- Refrattario: materiale ceramico resistente alla fusione. Quasi tutti i componenti interni dei forni, e le attrezzature per infornare gli oggetti sono realizzate con questo materiale.
- Riduzione: cottura in atmosfera priva di ossigeno.
- Riserva: sostanza grassa che viene spalmata su una parte del biscotto o di uno smalto per isolarla mentre si procede alla decorazione.
- Ritiro: contrazione dell'argilla durante l'essiccamento o la cottura.Ogni argilla, ha una percentuale di ritiro "personale", è quinti abilità del torniante controllarne le proporzioni.
- Smalto: rivestimento vetroso utilizzato per ricoprire e decorare l'oggetto ceramico.
- Sottovernici Coprenti: sono simili agli ingobbi e possono essere applicate sia sull'oggetto crudo, sia sul biscotto.Hanno bisogno della cristallina per vetrificare.
- Sottovernici Trasparenti: vengono applicate come sottovernici coprenti, ma a differenza di queste rimangono trasparenti. Si utilizzano anche nella tecnica della maiolica.
- Spolvero: disegno traforato su carta che si trasferisce sullo smalto crudo tamponando con un sacchettino pieno di polvere di carbone o grafite polverizzata.
- Stannifero: smalto bianco, coprente, lucido contenente stagno, usato nella tecnica della maiolica.
- Terracotta: argilla cotta fra 900-1000 °C. non cristallinata o smaltata.
- Terraglia: argilla cuocente bianca.
- Vetrificare: rendere impermeabile con l'uso di cristallina o smalti.
Prometto di aggiungere man mano altri termini, magari col vostro aiuto.
Ceramilandia.
10:30
Scritto da: ceramilandia
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